Regolamenti autorizzazioni impianti viticoli

In base ai poteri conferitole mediante la riforma della OCM Vino avvenuta nel 2013, nel contesto della più globale riforma della PEC, la Commissione UE ha adottato due regolamenti in materia di autorizzazioni per gli impianti viticoli (regolamenti autorizzazioni impianti viticoli), e precisamente:

La circolazione dei diritti di impianto, ormani sostituiti dalle autorizzazioni, è definitivamente cessata il 31/12/2015.

In Italia, le norme attuative di tale disciplina sono adesso contenute nel decreto ministeriale n. 12272 del 15/12/2015, portante la disciplina sul sistema di autorizzazione per gli impianti viticoli.

A detto decreto fa ora seguito la circolare ACIU.2016.49 emanata dall’AGEA il 1/2/2016, che disciplina nello specifico la materia (dando fra l’altro alcune disposizioni sul contenuto del fascicolo aziendale).

Le domande per le autorizzazioni vanno presentate in via telemamatica (all’interno del SIAN) nel periodo tra il 15 febbraio ed il 31 marzo di ogni anno in modalità telematica.

Le autorizzazioni, se disponibili (si ricorda che ogni anno la superficie nazionale autorizzabile da destinare a nuovi impianti è solo l’uno per cento della superficie vitata nazionale riscontrata alla data del 31 luglio dell’anno precedente)  dovranno essere rilasciate dalle Regioni entro il 1 giugno dell’anno in cui sono richieste.

Esse avranno validità triennale.


Successivamente, il Ministero ha diramato la circolare 5852 del 25/10/2016, mediante la quale viene legata l’autorizzazione al soggetto cui essa è stata conferita, cosa che tuttavia fa insorgere notevoli dubbi di compatibilità con i principi fissati nella OCM Unica al riguardo.


Con decreto 30/1/2017, n-527, il Ministero ha poi modificato il citato D.M.12272/2015, introducendo:

  • prescrizioni in merito ai cirteri di ammissibilità delle domande per nuovi impianti (nuovo art. 5 bis del D.M.12272/2015), volti a contrastare i fenomeni elusivi di distribuzione regionale dei nuovi impianti, che paiono più corretti rispetto a quelli indicati nella citata circolare 5852/2016, di cui ci si domanda se permanga la sua vigenza;
  • alcuni criteri di priorità nella scelta delle domande per nuovi impianti (nuovo art. 7 bis), che ciascuna Regione ha facoltà di applicare nell’ipotesi in cui esse riguardino un numero di ettari superiore a quello disponibile
  • garanzie su una distribuzione minima della  superficie impiantabile annualmente disponibile tra tutti i richiedenti (art.9 bis) nonchè modalità procedurali per l’assegnazione delle autorizzazioni, fondate sulla creazione di una graduatoria.

Tali nuovi principi sono stati quindi trattati nella circolare AGEA n. 18162 del 01 marzo 2017.


Più nel dettaglio.

Per contrastare i fenomeni elusivi di distribuzione regionale dei nuovi impianti, viene sancito che:

“a) le domande precisano la dimensione e la Regione nella quale sono localizzate le superfici oggetto di richiesta.
b) il vigneto impiantato a seguito del rilascio dell’autorizzazione di cui al successivo articolo 9-bis è mantenuto per un numero minimo di 5 anni, fatti salvi i casi di forza maggiore e motivi fitosanitari. L’estirpazione dei vigneti impiantati con autorizzazioni di nuovo impianto prima dello scadere dei 5 anni dalla data di impianto non dà origine ad autorizzazioni di reimpianto”.

L’adozione dei nuovi criteri di priorità è rimessa alla discrezionalità di ogni singola Regione, la quale può introdurli con riferimento a solo il 50% della superficie annuale disponibile.

I criteri in questione sono alcuni di quelli previsti dalla normativa comunitaria (regolamento 560/2015 della Commissione) , e precisamente:

  • accrescere la dimensioni di aziende piccole e medie
  • consentire la conservazione dell’ambiente, così privilegiandosi i viticoltori che hanno effettivamente applicato le norme sulla produzione biologica nei 5 anni precedenti alla presentazione della domanda
  • aiutare le organizzazioni senza scopo di lucro con fini sociali che hanno ricevuto terreni confiscati per reati di terrorismo e criminalità.

 


 Approfondimento: lo stato delle autorizzazioni per nuovi impianti nel 2017 


Autorizzazioni impianto vigneti chieste per il 2016




Chi possiede ancora vecchi diritti di impianto (ormai non più cedibili) dovrà invece richiedere la loro conversione in autorizzazione, cosa da farsi non oltre la data di scadenza del diritto.

L’autorizzazione così ottenuta avrà la stessa validità del diritto che l’ha generata.

I diritti, che non riportano scadenza, sono convertibili in autorizzazioni in un qualunque momento fino al 31 dicembre 2020: le relative autorizzazioni scadranno il 31 dicembre 2023.


Regolamenti autorizzazione impianti viticoli