Vino biologico

Nell’Unione Europea, la produzione ed il commercio di vino biologico sono disciplinati dal Regolamento della Commissione 889/2008, per effetto delle modificazioni ad esso introdotte dal regolamento 203/2012.


Detto provvedimento contiene dunque specifiche disposizioni per la produzione e la designazione del ‘vino biologico’, le quali costituiscono le misure applicative al settore vitivinicolo della normativa generale in materia di prodotti biologici, quest’ultima costituita dal Regolamento del Consiglio 834/2007 (ora però abrogato dal nuovo regolamento, in via di pubblicazione).

Oltre a doversi conformare alle norme in materia di etichettatura applicabili a tutti i vini, l’etichetta di tale tipologia di vino deve altresì:

  • contenere l’espressione ‘vino biologico’ nell’etichettatura;
  • il logo biologico dell’Ue e
  • il numero di codice del competente organismo di certificazione.

Per il vino biologico – che deve essere ottenuto solo da uve biologiche (art.29, comma quater, del citato regolamento attuativo) – sono  imposte alcune restrizioni nell’impiego di additivi e nelle pratiche di cantina.

A) Presenza di anidride solforosa (allegato VIII bis al regolamento di attazione, con la possibilità di applicare le derroghe previste dall’art.47 dello stesso per le annate caratterizzate da particolri avversità climatiche)

Nel vino biologico è consentito un limite massimo di solfiti inferiore a quello dei vini “tradizionali”.

Infatti, per il vino biologico vigono le seguenti soglie:

  • 100 mg/l per i vini rossi
  • 150 per i vini bianchi e rosati, in pratica 50 mg in meno per ogni categoria, rispetto ai livelli attuali dei vini tradizionali.

Sono previste deroghe

  • nei vini in cui è presente un tenore di zucchero residuo superiore a 2 g/l, la presenza limite di solfiti per il vino biologico è di 120 mg/l per i vini rossi e 170 per quelli bianchi e rosati.
  • nei vini spumanti il limite di SO2 è pari a 155 mg/l
  • nei vini spumanti di qualità, 205 mg/l

B) Divieto di ricorrere ad alcune pratiche di cantina (art.29 quinquies, comma 2, di detto regolamento).

Nel produrre vino biologico non si può ricorrere alle seguenti tecniche:

  • elettrodialisi per la stabilizzazione tartarica dei vini,
  • crioconcentrazione parziale,
  • eliminazione dell’anidride solforosa,
  • scambiatori di cationi
  • dealcolizzazione parziale dei vini

C) Limiti ad alcune pratiche (art.29 quinquies, comma 3).

Sono consentite, ma nei seguenti limiti:

  • il trattamento termico (massimo 70°C)
  • le filtrazioni (dimensioni minime dei pori delle membrane: non inferiori a 2 micron).

Tutte le altre pratiche enologiche, indicate dal regolamento della Commissione 606/09 (portante il “Codice Enologico Comunitario”),   sono consentite anche per i vini biologici, con gli stessi evetnuali limiti lì specificati.

Nelle operazioni di elaborazione dei vini biologici vanno impiegati prodotti di origine biologica, il che vale anche per quel che riguarda i lieviti, le gelatine, i mosti, ecc.. (art.29 quater, comma 2, del regolamento attuativo).

 

In base alle conclusioni raggiunte dal gruppo di esperti indipendenti per la consulenza tecnica sulla produzione biologica (EGTOP), la Commissione ha poi prorogato di altre tre anni la vigente disciplina che autorizza le pratiche enologiche – in particolare i trattamenti termici, l’uso di resine a scambio ionico e l’osmosi inversa – nella produzione del vino biologico (dunque sino al 1 agosto 2018, così modificandosi l’art.29 quinquies, comma 4, del regolamento attuativo).


Sito della UE sull'agricoltura biologica




Nel mese di aprile 2018 si è concluso il procedimento legislativo per la modificazione del regolamento generale dell’Unione sull’agricoltura biologica, che entrerà in vigore nell’anno 2021.

Bisognerà quindi capire quali implicazioni ciò comporti per il vino biologico: in effetti, anche il citato regolamento attuativo andrà modificato.

Nuovo regolamento UE su produzione biologica

Regolamento 2018 - Norme tecniche su vino biologico

Dibattito finale al Parlamento UE

Accordo Interistituzionale (compromesso) su produzione biologica

Procedura legislativa per la riforma del regolamento base su produzione biologica



Il vino biologico non va confuso con il vino “naturale”, la cui essenza sta nell’idea che nulla debba essere aggiunto.

Allo stato il vino “naturale” non è oggetto di disciplina alcuna, fervendo ancora il dibattito su quale sia la vera definizione di tale prodotto.




 

In Italia, al vino biologico è deidcato un articolo del Testo Unico del Vino, che però nulla sancisce nel merito, limitandosi a richiamare la legislazione comunitaria.

 

Art. 20 – Prodotti vitivinicoli biologici

1. Le produzioni biologiche nel settore vitivinicolo devono essere conformi al regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio, del 28 giugno 2007, alle relative disposizioni applicative e a quelle stabilite con decreto del Ministro, emanato previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

 

Di conseguenza, resta anche invariato il regolamento ministeriale disciplinante il vino biologico.

 

Per quanto concerne i controlli sulla produzione biologica, in Italia dispone adesso il d. lgs. 23 febbraio 2018, n.20.

 



Dati sul valore (economico ed ambientale) della produzione di vino biologico in Italia sono stati elaborati nel 2015 da FIRAB (Fondazione di ricerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica)


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