Diffida violazioni amministrative

Per il settore agroalimentare l’istituto della diffida violazioni amministrative è previsto dal “decreto Campolibero“, e cioè il decreto legge 91/2014, applicabile anche al settore vitivinicolo.


Converito dalla legge 116/2014, detto decreto così disciplina (al comma 3 del suo art.1) la diffida violazioni amministrative nel settore agroalimentare:

 

Per le violazioni alle norme in materia agroalimentare, per le quali è prevista l’applicazione della sola sanzione amministrativa pecuniaria, l’organo di controllo incaricato, nel caso in cui accerta per la prima volta l’esistenza di violazioni sanabili, diffida l’interessato ad adempiere alle prescrizioni violate entro il termine di venti giorni dalla data di ricezione dell’atto di diffida e ad elidere le conseguenze dannose o pericolose dell’illecito amministrativo. Per violazioni sanabili si intendono errori e omissioni formali che comportano una mera operazione di regolarizzazione ovvero violazioni le cui conseguenze dannose o pericolose sono eliminabili. In caso di mancata ottemperanza alle prescrizioni contenute nella diffida di cui al presente comma, entro il termine indicato, l’organo di controllo procede ad effettuare la contestazione, ai sensi dell’articolo 14 della legge 24 novembre 1981, n. 689. In tale ipotesi è esclusa l’applicazione dell’articolo 16 della citata legge n. 689 del 1981.

 

Circa le modalità di applicazione della diffida violazioni amministrative, il MIPAAF ha poi emanato due circolari:

 

Il MIPAAF ha altresì predisposto alcuni modelli:

 

Essendo la diffida violazioni amministrative contenuta nel citato decreto legislativo 91/2014 e concernendo tutto il settore agroalimentare, essa non è poi stata ripresa nel successivo Testo Unico sul Vino: ciò nonostante, è però pacifico che essa si applica anche al settore vitivinicolo.